La road map di Merkel e Sarkozy

 Tanto rumore per nulla, ha commentato la co-segretaria dei Grünen tedeschi Claudia Roth. Il riferimento è al risultato del vertice franco-tedesco tenutosi ieri a Parigi. Non appena rese note le “decisioni” messe a punto dalla cancelliera Merkel e dal presidente Sarkozy per combattere la crisi dell’Eurozona è partito il fuoco di sbarramento dei partiti di opposizione Grünen, SPD e Die Linke, tutti favorevoli all’introduzione degli Eurobonds. Delusi anche molti analisti economici.

Per salvare l’Unione europea e l’euro, Merkel e Sarkozy propongono ai partner un governo europeo dell’economiaguidato da Herman Van Rompuy, ora alla guida del Consiglio europeo. Il governo economico europeo sarebbe composto dal consiglio dei capi di stato e di governo dei 17 paesi dell’Eurozona e dovrebbe riunirsi due volte all’anno o, in caso di necessità, più spesso.

La road map disegnata dai due leader europei prevede anche:

l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie. L’ammontare della tassa deve essere ancora stimato, ma i ministri delle finanze dell’Eurozona sono stati invitati a presentare dei piani in proposito già nel mese di settembre.

La „regola d’oro“, l’obbligo del pareggio di bilancio da inserire nelle costituzioni dei paesi membri, da realizzarsi entro l’estate del 2012. Chiaro l’obiettivo: responsabilizzare tutti gli stati impegnadoli a seguire  una rigorosa disciplina di bilancio.

Parigi e Berlino hanno anche annunciato che in futuro potrebbero tenersi riunioni di gabinetto congiunte dei due governi per discutere la stesura dei bilanci nazionali.

Merkel e Sarkozy giurano sul futuro e sulla forza dell’euro e si ergono a paladini della sua difesa, ma rifiutano gli Eurobonds. Con una differenza di accenti. Il president francese, a condizione di una maggiore integrazione europea, ritiene gli Eurobond un ”giorno possibili”, la Merkel continua a rifituarli in toto perché, sostiene, “non aiutano a risolvere la crisi dei debiti pubblici”.

I commentatori parlano di un primo passo in direzione di una maggiore integrazione europea e in direzione di una concentrazione dei poteri politico economici a scapito dei governi e dei parlamenti nazionali che però non cancella i debiti e non calma i mercati.  Il “problema” Eurobonds per la Merkel rimane e non sarà certo il vertice di Parigi ad averlo cancellato. Gli chiedono alcuni paesi europei, gli chiedono Junker e Barroso, le opposizioni al governo Merkel-Roesler, ma soprattutto gli vogliono i mercati perché gli considerano l’ultimo baluardo contro il default dei paesi maggiormente indebitati, Italia in primis, e contro lo spettro del default dell’euro.

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