Il segreto di Pulcinella di un’Europa a due velocità. Il nuovo patto di stabilità di Merkel e Sarkozy

Che in Europa ci fossero circoli finanziari e politici, soprattutto in Germania e in Olanda, che speculano sulla creazione di un’Eurozona a due velocità e a due valute è ormai un segreto di Pulcinella. Ne avevamo già scritto.

Negli ultimi mesi questo scenario ha però cominciato a fare proseliti anche a Parigi.

Germania e Francia, è uno dei numerosi “piani segreti” di cui parla tanto la stampa internazionale in questi giorni, lavorerebbero da mesi – in incontri ad alto livello tra funzionari dei due paesi – allo smembramento dell’Eurozona.

La Cancelliera Merkel aveva più volte smentito sia gli incontri sia la volontà di creare un’Europa “dei forti e virtuosi” con una propria valuta, dichiarando ripetutamente che l’obiettivo della Germania è la stabilizzazione dell’Eurozona nella sua attuale configurazione. Di questo gruppo di “stati forti”, cioè quelli economicamente più solidi, farebbero parte la Germania, l’Olanda, l’Austria, la Francia, la Finlandia, e il Lussemburgo.

Nei circoli finanziari e speculativi sono ancora in molti a scommettere sull’implosione dell’Unione europea, almeno come la conosciamo oggi, dell’Eurozona e – soprattutto – dell’euro. Non è un caso che il “default dell’euro” sia un argomento ricorrente anche nei quotidiani statunitensi i quali ci fanno sapere che le più grandi banche internazionali stanno apprestando piani di emergenza in caso di fallimento dell’Eurozona.

La notizia trapelata oggi, diffusa dal quotidiano popolar-scandalistico online Bild, sembra rafforzare l’ipotesi dell’Europa a due velocità. Merkel e Sarkozy starebbero pensando ad accordi bilaterali, del tipo di quelli di Schengen, per aggirare i trattati europei forzando la mano. L’obiettivo è un nuovo patto di stabilità da raggiungere in tempi record, possibilmente già nei primi due mesi del 2012, difficilmente realizzabile coinvolgendo all’unisono i 27 stati dell’Unione europea. Ci vorrebbero tempi biblici, affermano a Berlino e Parigi, per mettere d’accordo capi di stato e di governo e i parlamenti dei diversi paesi. Grazie agli accordi bilaterali, nell’Eurozona nascerebbe di fatto l’unione fiscale e per gli stati incapaci di gestire virtuosamente i propri bilanci sovrani scatterebbero automaticamente sanzioni.

di Massimo Demontis

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