Wall Street Journal: alcune banche centrali si preparano al crollo dell’euro

Per avere un’ulteriore misura di quanto sia drammatica la crisi e quanto siano forti le aspettative per il vertice dei 27 paesi dell’Unione europea che si terrà a Bruxelles a partire da questa sera, occorre volgere lo sguardo oltreoceano.

Secondo il Wall Street Journal alcune banche centrali europee si starebbero preparando a uscire da eurolandia e al crollo dell’euro stampando una propria valuta. Nell’articolo sono citate alcune banche centrali dell’eurozona (Irlanda, Montenegro, Grecia) e quelle di alcuni paesi di area non euro (Svizzera, Inghilterra, Bosnia Erzegovina, Lettonia). Banks Prep for Life After Euro è il titolo della versione online del WSJ, il quale si richiama a “persone informate” senza però citarle. I primi segnali, scrive il Wall Street Journal, li si ritrovano nell’intenzione di alcune banche di resuscitare le vecchie banconote delle valute nazionali non stampate nel 2002 quando entrò in circolazione l’euro.

La banca d’Irlanda starebbe valutando la possibilità di accedere a risorse addizionali per stampare banconote nel caso in cui dovesse supportare la rinascita della valuta nazionale. Il quotidiano tedesco Spiegel online scrive che un portavoce della Banca d’Irlanda non ha voluto commentare la notizia diffusa dal WSJ.

Anche la banca centrale svizzera, che pure non fa parte dell’eurozona e che poco tempo fa ha ancorato, per fermarne l’apprezzamento, il franco svizzero all’andamento dell’euro si starebbe preparando al default dell’euro studiando a quale valuta orientarsi in futuro.

I piani di alcune banche centrali sarebbero solamente precauzionali e non “l’aspettativa di una dissoluzione dell’eurozona” scrive il WSJ. Ma, il fatto stesso che le banche centrali stiano studiando questa possibilità, “considerata sino a poco tempo fa impensabile”, sottolinea quanto velocemente si siano deteriorate le sue condizioni.

Gli occhi sono tutti puntati sul vertice di Bruxelles, quelli dei mercati e degli investori in particolare, per capire se l’Europa avrà la forza, il coraggio e le idee giuste per uscire dalla crisi. Crisi che è andata via via acuendosi al punto che è crollata la fiducia tra banche le quali hanno problemi a reperire capitali freschi perché nessuna si fida di prestare denaro all’altra.

Anche JP Morgan, una delle grandi banche statunitensi, scommette sulla fine dell’eurozona, e invita aziende e investori a cautelarsi contro questa evenienza quotata al 20 per cento.

http://europe.wsj.com/home-page

di Massimo Demontis

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