Germania, accordo per il governo di larghe intese ma decideranno gli iscritti Spd

Raggiunto l’accordo per il nuovo governo Merkel. Il governo delle larghe intese nascerà forse il 17 dicembre dopo la consultazione degli iscritti Spd. Sarà il terzo governo di grande coalizione, il secondo dell’era Merkel.

di Massimo Demontis (Berlino)

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E infine fiat Grosse Koalition. Com’era largamente prevedibile e voluto da tutti i principali attori, quasi all’alba di mercoledì Cdu-Csu e Spd hanno raggiunto l’accordo per la formazione del nuovo governo.

A due mesi dalle elezioni legislative, dopo un mese di trattative e dopo una notte intera di negoziati sui punti più caldi dell’accordo, in particolare sul salario minimo orario chiesto dalla Spd, i leader dei tre partiti Angela Merkel, Sigmar Gabriel e Horst Seehofer hanno ottenuto la quadratura del cerchio e dato luce verde all’intesa.

Dinanzi alle telecamere tutti e tre i partiti si sono presentati come vincitori della lunga maratona di trattative durata 17 ore, ma al di là dei sorrisi e delle frasi di circostanza permane una certa dose di nervosismo visibile soprattutto nelle facce dei leader socialdemocratici. Memori del disastro del 2009, alla fine dell’esperienza di governo con Angela Merkel (2005-2009), il peggior risultato elettorale dal dopoguerra a oggi e spaventati dal secondo peggior risultato dal dopoguerra, quello ottenuto due mesi fa alle politiche, i leader Spd chiedono agli iscritti di co-decidere sul futuro governo.

Lo scoglio della consultazione in casa Spd

Il vero via libera all’accordo dei vertici di Cdu-Csu e Spd dovranno darlo i 470.000 iscritti alla Spd, chiamati a decidere con una consultazione interna se l’accordo porta davvero l’autografo socialdemocratico e se i vertici del partito sono riusciti a dare un taglio sociale all’intesa, in altre parole se – come promesso più volte – la Spd è riuscita a imporre a Cdu e Csu alcuni dei suoi cavalli di battaglia. Il 15 dicembre si chiuderà il conteggio dei voti degli iscritti Spd e solo allora si saprà se già il giorno dopo nascerà il nuovo governo Merkel, la seconda Große Koalition guidata dalla Cancelliera, la terza nella storia della Repubblica Federale di Germania.

Le critiche di Lammert e il no di Günter Grass

La scelta del vertice Spd di far decidere i propri iscritti sulla coalizione con l’Unione non è piaciuta molto in casa Cdu-Csu. Scelta definita “discutibile” dal presidente del Parlamento federale Norbert Lammert, che fa notare come una piccola minoranza possa decidere sulla chiara scelta di 61 milioni di elettori. Dal punto di vista teorico democratico, dice Lammert, la consultazione “non è al di sopra di qualsiasi dubbio” se il 20 per cento o 100.000 iscritti partecipano al voto e 50.000 votanti sono sufficienti a decidere sulla coalizione.

Non la pensa così il premio Nobel per la letteratura e simpatizzante Spd Günter Grass. Lo scrittore teme lo strapotere del governo delle larghe intese e la conseguente mancanza di chance per l’opposizione. Il riferimento di Grass alle chance di controllo democratico dell’attività di governo da parte della piccola opposizione formata da Die Linke e Grünen è evidente. Se non sarà modificato il regolamento parlamentare verdi e sinistra non hanno nemmeno la possibilità di chiedere l’istituzione di commessioni parlamentari d’inchiesta.

L’appello contro l’intesa

“Non posso che consigliare alla Spd e ai suoi iscritti di non entrare nella Grosse Koalition” afferma Grass. Al monito di Grass, con l’appello pubblico “Wider die Grosse Koalition”, si sono uniti altri 27 volti noti tra i quali Hanna Schygulla (attrice), Heiner Flassbeck (economista), Ingo Schulze (scrittore), Friedrich Schorlemmer (teologo).

 

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L’intesa in sintesi

I risultati dell’intesa saranno presentati oggi dai leader della coalizione Merkel, Gabriel e Seehofer.

Il salario minimo orario

I socialdemocratici hanno ottenuto il salario minimo orario di 8,50 euro, cavallo di battaglia e punto irrinunciabile per la Spd, ma non da subito come si temeva in ambienti sindacali bensì dal 2015. I contratti di categoria continueranno a essere validi e saranno via via adeguati dalle rappresentanze sindacali e dei datori di lavoro in un periodo di transizione sino al 2017. In alcuni settori stagionali e in quello agrario saranno possibili deroghe. Qui si è imposta l’Unione accogliendo le richieste dell’industria e quelle dell’ala interna più sensibile agli industriali.

Le pensioni

Altro punto critico dell’intesa. La Spd è riuscita a imporre il pensionamento a 63 anni, senza tagli percentuali, dopo 45 anni di contributi versati. L’Unione aveva invece chiesto e ha ottenuto dal 2014 l’aumento delle pensioni per le madri con figli nati prima del 1992.

Pensione solidale

Dal 2017 dovrebbe essere introdotta una cosiddetta “pensione solidale” per chi guadagna sino a 850 euro il mese.

La doppia cittadinanza

Cade l’obbligo per i figli di genitori stranieri, nati e cresciuti in Germania, di scelta della cittadinanza sino al 23 anno di età. Decisione che permetterà a molti cittadini di origine turca di mantenere il doppio passaporto. Posizione sostenuta dai socialdemocratici, controbilanciata però dal fatto, come voleva l’Unione, che le persone non nate in Germania che sceglieranno di ottenere la cittadinanza tedesca non avranno il doppio passaporto.

Tasse e debiti

Non ci sarà alcun aumento delle tasse per i redditi più alti, come chiesto dalla Spd per finanziare gli investimenti in infrastrutture e, secondo il volere dell’Unione, non saranno contratti nuovi debiti.

Salute e assistenza sanitaria

L’eventuale aumento della quota individuale di contributi per l’assicurazione sanitaria, oggi all’8,2 per cento su un totale del 15,5 per cento, sarà collegato al reddito del lavoratore. Ferma invece al 7,3 per cento, su richiesta Cdu-Csu, la quota dei datori di lavoro.

Energia

L’Unione chiedeva una quota pari al 50-55 per cento di energie rinnovabili da raggiungere nel 2030, la Spd si era posta l’obiettivo del 75 per cento. Il compromesso prevede una quota del 55-60 per cento dell’intero fabbisogno energetico per il 2030.

Pedaggio autostradale per gli stranieri

Il tanto discusso e avversato pedaggio per gli automobilisti stranieri voluto da Horst Seehofer, presidente della Baviera e leader Csu è cosa fatta dal 2014. La legge dovrà essere conforme alle norme europee e disegnata in modo che non incida sugli automobilisti tedeschi.

I dicasteri

I nomi dei ministri saranno resi noti dopo la consultazione degli iscritti socialdemocratici. I leader della Spd temono che la base possa pensare che l’intesa si fondi più sulle poltrone che sul futuro del paese.

La Spd dovrebbe ottenere sei ministeri, la Cdu cinque e il ministro della cancelleria, una figura di coordinamento, di stretta fiducia del capo del governo, la Csu tre.

Quasi certo al ministero degli Esteri è dato il capogruppo Spd in Parlamento Frank-Walter Steinmeier, che però potrebbe giocarsi la poltrona con un grande Cdu, Wolfgang Schäuble. Schäuble dovrebbe tuttavia restare all’Economia.

Sicuro un ministero anche per la segretaria generale del partito Andrea Nahles, che potrebbe ottenere il dicastero del Lavoro.

Riconfermati con quasi assoluta certezza, anche se non è dato sapere per quali dicasteri, tre nomi di peso della Cdu, Ursula von der Leyen, Ronald Pofalla e Peter Altmeier.

Resta l’incognita del leader Spd Sigmar Gabriel. Gabriel può scegliersi un dicastero di suo gradimento, ma non è escluso che preferisca il posto di capogruppo in parlamento così gradito anche a Steinmeier.

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